Non tutti i segreti dormono in soffitta: il romanzo
Certi segreti disprezzano gli spazi stretti, per questo vogliono che qualcuno li scopra per poi raccontarli.
A 25 anni, Milla si ritrova incastrata tra una tesi di laurea da scrivere, un tirocinio part-time in una rivista femminile, un ex ragazzo da ignorare e una madre inespugnabile. Il suo destino sembra già scritto, quando un giorno inciampa in un segreto di famiglia. È nonno Anselmo a chiederle aiuto: qualche anno prima nonna Nora era morta portandosi tutti i suoi segreti nella tomba, o così si credeva. Chi è John Wilson e perché qualcuno lo ha condannato all’oblio?
Seppur scettica, Milla accetta di indossare i panni di una detective improvvisata e di mettersi sulle tracce di un mistero di famiglia vecchio di 40 anni. Redige una lista di sospettati di “ricordicidio” che la condurrà, la vigilia di Natale, davanti al campanello di un certo A. Wilson. Inizia qui l’avventura di Milla alla ricerca dei pezzi mancanti di un puzzle familiare che rimescolerà equilibri e vite di tutti coloro che finiranno nel vortice delle sue indagini.
L'autrice
Ursula K. Le Guin ha ragione quando scrive: “Esiste una distinzione tra “lo scrittore” e “la persona”[…] la persona vive in questo mondo, mentre lo scrittore vive nel mondo dell’immaginazione e/o nell’immaginazione dei suoi lettori.”
Scrittore e persona sono e vanno distinti. Quando ci si chiede chi è un autore, le domande che davvero dovremmo porci non è quanti anni ha, che studi ha fatto, quanti premi ha vinto, qual è stata la sua professione prima di intraprendere la carriera letteraria e neppure se è sposato, ha figli o quali sono i suoi hobby. Perché non è chi è come persona, ma chi è come scrittore che ci parla davvero di lui e delle storie che scrive. Così, nella biografia di uno scrittore, la prima domanda a cui sarebbe bello trovare la risposta è: “Perché scrive?”
La mia risposta a questa domanda l’ho scoperta pochissimo tempo fa: Scrivo perché una vita sola, quella che sto vivendo, non mi basta. Non scrivo perché ho grandi messaggi da condividere o perché esploro mondi nuovi e ancora sconosciuti, al contrario di molti altri autori. Io scrivo per raccontare vite che non sono la mia, altre vite a cui presto la voce. Lo faccio perché ritengo che ogni esistenza, a modo suo, sia interessante seppur solo romanzandola si finisca per apprezzarne la peculiarità e il fascino.
Tutto il resto, parlando di uno scrittore, non è che la patina che ricopre la copertina di un libro: può essere accattivante e funzionale, ma senza il libro non rappresenta nulla. La copertina è la persona; il libro, la storia che racconta sono lo scrittore. Bisogna andare oltre la copertina per poterlo scoprire.
Un piccolo dono
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— Antoine de Saint-Exupery
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