Recensione scritta da Silvana Pincione
Dopo una full immersion durata anni nel mondo accattivante del noir italiano, leggere un giallo contemporaneo ambientato in Inghilterra si è rivelata un’esperienza piacevole oltre ogni aspettativa – a conferma di quanto sia stimolante, al netto di una passione per un determinato genere letterario, misurarsi con contesti diversi.
Helen e il misterioso acquirente del Seaview
Siamo a Scarborouch, località turistica situata sulla costa del North Yorkshire. Qui vive la protagonista Helen Dexter, che ha gestito per anni un albergo insieme al marito Tom il Seawiev Hotel, una piccola costruzione “verde tenue” che spicca “in mezzo alle vivaci tinte rosse, blu e bianche” degli altri alberghi della zona. Un’unione, la loro, felice e affiatata, improvvisamente interrotta dalla morte di Tom. Helen sprofonda nelle disperazione. L’ultimo dei suoi pensieri è tornare a gestire l’albergo da sola, perché nulla può avere più senso se non può condividerlo con l’amato consorte al suo fianco.
Eppure, il giorno in cui riceve la telefonata di un agente immobiliare della zona che le chiede “in via confidenziale” per conto di un misterioso acquirente se intende vendere il Seaview hotel, Helen si mette istintivamente sulla difensiva, soprattutto alla luce della premura con cui viene incalzata a dare una risposta.
Come mai tanto interesse improvviso nei confronti del suo albergo, una struttura modesta, se paragonata a quelle ben più ambiziose dei numerosi complessi alberghieri che popolano la zona? E, soprattutto, quali mai possono essere le ragioni alla base di tanta pressione?
I Twelvis e la nuova vita del Seaview Hotel
Mentre Helen è alle prese con questi interrogativi, la raggiunge la notizia del raduno-evento che avrà luogo a breve a Scarborouch e che vedrà come protagonisti un gruppo di 12 imitatori di Elvis, noti come “i Twelvis”. Notizia che non può lasciarla indifferente, perché la musica di Elvis è stata la colonna sonora della sua storia d’amore con Tom. Così quando verrà contattata in hotel da un membro dei Twelvis che le chiede a nome suo e degli altri componenti della band se ha alloggi disponibili quel fine settimana, dopo qualche esitazione Helen troverà il coraggio di dire sì.
Dopo mesi di subbuglio, preoccupazioni e ansia – vendere o restare lì? – si era finalmente decisa. O meglio, erano stati i Twelvis ad averle fatto prendere quella decisione. Twelvis. Il nome la fece sorridere, una cosa che non aveva fatto spesso nelle ultime settimane.
Lo strano caso dell’omicidio al Seaview Hotel di G. Young
Con l’aiuto di Jean, la brava cuoca del Seaview, famosa in città per la sua colazione tradizionale inglese e di Sally, la cameriera dell’albergo mamma della piccola Grace, che chiama Helen zia, in breve il Saeview è di nuovo pronto ad accogliere l’attesa clientela, ma quella che per Helen poteva essere la promessa di una rinascita, si rivelerà ben presto l’inizio di una nuova fase di stravolgimento della sua vita.
Il giallo del Seaview: la morte di Brian
Non solo l’agente immobiliare che aveva avanzato la proposta di vendita al Seaview tornerà all’attacco più volte in modo ancora più aggressivo, ma accade anche un evento inquietante destinato a segnare le sorti dell’albergo e, di riflesso, la ritrovata stabilità emotiva e mentale di Helen: Brian, uno dei Twelvis, scompare proprio la sera dello spettacolo per essere ritrovato qualche ora più tardi cadavere nelle acque di un lago,presso il Peasholm Park.
Una pioggia di recensioni negative investirà a seguito dell’evento il Seaview, compromettendone seriamente la reputazione ed Helen dovrà impegnarsi a risollevarne le sorti con l’aiuto di Jean e Sally:
“L’hotel. Che cosa mi è saltato in mente? Volevo tenerlo aperto […]. Pensavo sarebbe andato tutto bene, ma ora è accaduta questa cosa orribile[…] e non so se posso farcela […]”
Lo strano caso dell’omicidio al Seaview Hotel di G. Young
Jean si precipitò al suo fianco. E le cinse le spalle. “Ce la farai – la confortò dolcemente […] Non sei da sola […] hai me e Sally. Qualunque cosa accada, noi tre siamo una squadra”.
Helen non può evitare di chiedersi se le recensioni negative siano correlate solo alla cattiva pubblicità conseguente al delitto o se, piuttosto, non vi sia anche una connessione con la questione delle richieste di vendita del Seaview da parte dell’agente immobiliare. Anche perché, nel frattempo, altri fatti inquietanti la coinvolgeranno in prima persona e la porteranno a vestire i panni dell’investigatrice – affiancata dal fidato cane, il levriero Suki – alla scoperta della verità sul caso Brian, anche a scapito della sua stessa incolumità.
Molti dialoghi, poche descrizioni: ritmo narrativo incalzante
Il ritmo della narrazione è concitato, incalzante, la concatenazione degli eventi obbedisce ad un andamento lineare, senza le spezzature caratteristiche dei flash black. I personaggi sono numerosi e a dare loro spessore sono i dialoghi che dominano la scena narrativa più delle descrizioni – che pure, quando presenti, sono puntuali ed evocative.
Ne consegue un tipo di narrazione di forte impatto visivo, in cui l’autrice è come se si muovesse sulla scorta di una cinepresa che inquadra le scene e le fa vedere al lettore, in presa diretta.
Le tante e grandi risorse di Helen in un giallo ricco di suspence
Glenda Young firma un giallo denso di suspence, in cui i colpi di scena si susseguono come vuole la migliore tradizione del genere. Descrive il riscatto di una giovane donna che sceglie con grande coraggio di rinascere dalle ceneri del proprio dolore, mostrando a noi lettori quali e quante risorse siamo in grado di dispiegare quando la vita ci fa dono dell’opportunità di rimetterci in gioco.
Glenda Young è nata a Ryhop, in Inghilterra. I suoi romanzi sono stati selezionati ai Dead Good Readers Awards 2022. Oltre a Lo strano caso dell’omicidio al Seaview Hotel, ha pubblicato per la Newton Compton La morte va in scena al Seaview Hotel.
Informazioni sul libro
Titolo: Lo strano caso dell’omicidio al Seaview Hotel
Autore: Glenda Young
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 320
Acquistalo su Amazon.it
Immagine in apertura di Anna Zakharova